E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
Martedì 10 giugno 2025
| Diesel euro 5, stop alla circolazione da ottobre. Chi si ferma, quando e dove |
| articolo di Maria Mantero: https://www.italiaoggi.it/economia-e-politica/attualita/diesel-euro-5-stop-alla-circolazione-da-ottobre-chi-si-ferma-quando-e-dove-uqpz5c1h |
| In Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna scatteranno le prime limitazioni nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30 |
A partire dal 1° ottobre 2025, in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna scatteranno le prime limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, per contrastare l’inquinamento atmosferico. Non ovunque e non sempre: solo nei comuni con popolazione superiore ai 30mila abitanti, nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30 da ottobre ad aprile.
Il blocco interesserà «7 milioni di veicoli e più di 100mila veicoli Euro 5 solo a livello commerciale» spiega il ministro dei trasporti Matteo Salvini che si schiera per «scongiurare il blocco» che «sarebbe, soprattutto nella pianura Padana, causa di enormi problemi famigliari, lavorativi e commerciali». Il vicepremier è già personalmente al lavoro per «un emendamento da inserire nel decreto Infrastrutture per evitare il blocco».
Quali sono le auto allo stop – Le restrizioni, valide ogni anno tra il 1° ottobre e il 31 marzo, riguarderanno auto e veicoli commerciali diesel delle categorie N1 (furgoni piccoli, van aziendali, pick-up), N2 (camion medi, furgoni cassonati grandi, autocarri) e N3 (camion pesanti, TIR, mezzi per logistica e cantieri). Le auto Euro 5 sono quelle immatricolate tra il 2011 e il 2015. Per controllare a quale classe ambientale appartiene il proprio veicolo bisogna consultare il libretto di circolazione alla voce V.9. I blocchi si applicheranno nei comuni con oltre 30 mila abitanti.
Le fasce orarie – Qualora lo stop andasse in porto, riguarderebbe i giorni feriali (quindi da lunedì a sabato) dalle ore 8 alle ore 18.30 ogni anno, dal 15 settembre al 15 aprile (la prima volta, come detto, si partirebbe il 1° ottobre 2025). Il numero di auto coinvolte sarebbe considerevole: in Piemonte sarebbero circa 250mila i veicoli fermi che rappresentano circa l’8% delle auto in circolazione mentre in Veneto lo stop sarebbe ancora peggiore con più di 350 mila vetture ferme.
Nuovi piani per la qualità dell’aria – Entro dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto legge 12 settembre 2023, n. 121, le quattro Regioni dovranno aggiornare i propri piani di qualità dell’aria, integrando i nuovi limiti e valutando i risultati delle misure già in atto. Dal 1° ottobre 2025, il blocco dei diesel Euro 5 diventerà parte integrante di questi piani regionali.
Salvini: «Impegnati per evitare blocco» – «Sto lavorando personalmente a un emendamento da inserire nel decreto infrastrutture che è in arrivo al Parlamento per evitare questo blocco che sarebbe, soprattutto nella pianura Padana, causa di enormi problemi famigliari, lavorativi e commerciali». Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini ha espresso il suo impegno per evitare il blocco nel suo intervento al direttivo Alis. Il blocco interesserà «7 milioni di veicoli e più di 100mila veicoli Euro 5 solo a livello commerciale. La transizione va accompagnata non va imposta con blocchi o divieti», ha aggiunto Salvini.
L’assessore all’Ambiente e Clima della Lombardia Giorgio Maione ha spiegato: «Non possiamo essere i soli in Europa con un blocco che coinvolgerebbe più di mezzo milione di veicoli. Bisogna riaprire la discussione con Bruxelles e Roma per trovare più risorse e soluzioni condivise».
| Stop dall’Ue alle auto diesel euro 5: da ottobre fermi oltre un milione di veicoli |
| I veicoli a gasolio immatricolati tra il 2011 e il 2015 non potranno più circolare nei comuni con più di 30 mila abitanti. Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto le regioni interessate |
Arriva il blocco delle auto diesel euro 5. Dal primo ottobre, in linea con quanto previsto dal decreto legge 12 settembre 2023, n.121, oltre un milione di veicoli, in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, saranno costretti a fermarsi. Il provvedimento riguarda solo i comuni con più di 30 mila abitanti, è valido nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18.30, e il termine è fissato per il 15 aprile 2026. Continuerà a riprendere il suo corso dopo la stagione estiva, a partire da settembre dello stesso anno, con limitazioni ancora da definire.
Quali auto saranno costrette a fermarsi – Lo stop riguarda le auto diesel euro 5 immatricolate negli anni tra il 2011 e il 2015. Con il termine euro riferito alle auto si identifica quale normativa è stata usata per omologare la vettura e il rispettivo limite massimo di emissioni di Co2. Veneto e Lombardia saranno le regioni più colpite: in Veneto i motori di più di 340 mila veicoli resteranno spenti, in Lombardia raggiungono i 484 mila.
Le cause vanno imputate all’eccessivo inquinamento atmosferico presente nella Pianura Padana; l’obiettivo perseguito è la riduzione dei livelli di anidride carbonica e delle polveri sottili.
Agli automobilisti che non possono cambiare auto, le regioni consentono di installare il dispositivo Move-In, in grado di tracciare gli spostamenti consentendo ai proprietari di percorrere solo un certo numero di chilometri all’anno, senza limiti di giorni o orari.
Salvini: «Follia della Commissione von der Leyen» – Non si è fatto attendere il commento del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che definisce il provvedimento «una delle follie della Commissione von der Leyen». L’esecutivo starebbe cercando soluzioni alternative con un minor impatto sulla quotidianità di milioni di lavoratori. Il Governo si sarebbe già attivato per preparare un emendamento al fine di fermare il blocco.
«Siamo al lavoro per annullare il blocco delle auto con motore Euro 5 diesel. È una delle follie della Commissione von der Leyen, che ha approvato quella fesseria economico-industriale che si chiama Green Deal», dichiara Matteo Salvini. «I cittadini il prossimo anno non potranno più usare milioni di veicoli, questi sono i problemi veri. Il consumatore non vuole l’elettrico. Al momento a decidere deve essere il mercato».

