E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
Lunedì 07 aprile 2025
| Rivolta in USA: 600 mila persone in strada contro Trump. “Non nel mio nome” il grido collettivo |
Lo hanno chiamato “Hands Off!” ed è stato tutto tranne che un semplice slogan. Sabato, in ogni angolo degli Stati Uniti, una marea umana ha detto basta. Basta agli attacchi alla democrazia, basta ai tagli ai diritti, basta alla paura. Da Anchorage a New York, da Salt Lake City alla Florida: è scesa in piazza l’altra America. Quella che non urla nei talk show, ma cammina. E fa rumore.
Oltre mille manifestazioni. Più di 600mila persone. – Non è uno sfogo momentaneo. È una sveglia collettiva.
Non solo dazi: perché l’America protesta davvero? – I dazi annunciati da Trump hanno fatto crollare le borse. Ma la gente è scesa in piazza per molto di più. Le ragioni si sommano, si intrecciano. E il messaggio è chiaro: “Giù le mani dalla democrazia”.
- Smantellamento dei programmi su inclusione e diversity
- Tagli alle agenzie federali
- Politiche migratorie sempre più repressive
- Clima di paura per gli studenti stranieri, che si mascherano per non essere riconosciuti
In testa al corteo c’era una nuova generazione di attivisti, ma anche madri, lavoratori, disoccupati, nativi, migranti. Molti con la mascherina, ma non per il Covid: per non farsi identificare.
“La nostra democrazia è sotto assedio”, si legge sul sito del movimento. “E mentre Trump e Musk avanzano, noi resistiamo”.
Cosa significa davvero questo risveglio? – Siamo di fronte a un momento simbolico.
Questa mobilitazione non è (solo) politica. È personale. È esistenziale. E soprattutto è trasversale.
Perché non ha un solo volto né un solo grido: ne ha centinaia di migliaia.
Ecco cosa ci ha detto questa giornata:
- C’è un’America che non si riconosce più in chi comanda.
- Non è minoranza, anche se per anni lo è sembrata.
- È pronta a farsi sentire, anche se nessuno le ha dato spazio finora.
Può cambiare davvero qualcosa? – Domanda legittima. Ma attenzione:
quando 600mila persone si muovono tutte insieme, qualcosa cambia sempre. Forse non oggi, forse non alle prossime elezioni. Ma qualcosa si è già rotto. E qualcosa, forse, si sta ricomponendo.
Chi pensava che l’America fosse tutta su un binario solo, sabato ha scoperto che i binari sono almeno due. E il secondo… non è più disposto a restare indietro.

