E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
Domenica 06 aprile 2025
| Le proteste contro Trump negli Stati Uniti |
| Si sono svolte sabato in tutti e cinquanta gli stati, con decine di migliaia di persone |
Sabato in molte città degli Stati Uniti si sono svolte manifestazioni di protesta contro la presidenza di Donald Trump. A Washington decine di migliaia di persone hanno circondato il monumento alla città, a New York una folla di persone ha riempito la Fifth Avenue di Manhattan, e a Chicago Daley Plaza si è riempita di manifestanti e così Boston.
| Lingua originale: inglese. Traduzione di Google: MASSICCIA rivolta anti-Trump a New York!! #HandsOff |
Ma ci sono stati cortei anche in città più piccole, da St. Augustine in Florida a Salt Lake City nello Utah, e Anchorage, in Alaska.

Le proteste sono state organizzate nel primo finesettimana dopo l’annuncio degli enormi dazi che hanno portato le borse statunitensi a registrare i crolli peggiori degli ultimi anni e avranno tra le molte conseguenze anche un grosso aumento dei prezzi nel paese. I manifestanti però hanno protestato in generale per le molte cose che Trump ha detto e fatto da quando è diventato presidente a gennaio: dai licenziamenti nelle agenzie federali, alle politiche anti-immigrazione, allo smantellamento dei programmi governativi su inclusione e diversity.

La mobilitazione è stata organizzata dal movimento Hands Off!, in collaborazione con decine di organizzazioni, che hanno detto che ci sono stati più di mille cortei in tutti e cinquanta gli stati.
| Lingua originale: inglese. Traduzione di Google: Migliaia di dimostranti hanno invaso le strade di Boston per protestare contro Trump nel raduno “Hands Off!”. È una delle altre 1.200 proteste che si stanno svolgendo in tutti i 50 stati del paese.! |
È difficile stimare il numero di persone che hanno partecipato: secondo gli organizzatori gli iscritti all’evento sarebbero stati circa 600mila.

Sul sito di Hands Off! si legge «stiamo affrontando una crisi nazionale. La nostra democrazia, i nostri mezzi di sostentamento e i nostri diritti sono tutti in gioco mentre Trump e Musk portano avanti la loro acquisizione illegale».

Né la Casa Bianca né Trump, che qualche giorno fa era in Florida a giocare a golf, hanno commentato.
Domenica 06 aprile 2025
| «Hands off», 1.200 proteste anti-Trump in tutti gli Usa |
| Da Washington DC a Los Angeles passando per gli stati del Sud, manifestazioni contro lo «smantellamento» delle istituzioni voluto da The Donald e i suoi alleati miliardari |
I punti chiave
«Hands off», ovvero giù le mani: è lo slogan della più grande protesta anti-Trump e anti-Musk in Usa e nel mondo da quando The Donald è tornato alla Casa Bianca. Nei 50 Stati Usa e a Washington sono state organizzate oltre 1.200 manifestazioni, mentre varie forme di contestazione sono andate in scena in vari Paesi stranieri, dal Canada al Messico, dalla Germania alla Francia, dalla Gran Bretagna al Portogallo e all’Italia, con iniziative tra l’altro a Londra, Parigi, Roma.
Washington, epicentro delle proteste – Le proteste hanno toccato varie città americane, da New York a Boston, da San Francisco a Portland, da Los Angeles agli stati del Sud da sempre feudo repubblicano. Ma l’epicentro è stata Washington, dove migliaia di attivisti si sono radunati sul National Mall sotto Washington Monument, a due passi dalla Casa Bianca. Una folla variopinta di tutte le età e con slogan originali, come se dopo tanto tempo lo smarrito popolo Dem avesse ritrovato forza e creatività per la «resistenza», come recita uno dei cartelli all’ombra dell’obelisco. «Wake up and smell the coup» (svegliatevi e sentite l’odore del golpe), «Trump golfs while Usa burns» (Trump gioca a golf mentre gli Usa bruciano), «Aren’t you tariffied?» (Non sei soggetto a dazi?) sono alcuni degli slogan. Molti ammoniscono a «tenere giù le man» dalla democrazia, dalla sanità e da tutto quello che è finito nel mirino di Trump e Musk, dipinti nei cartelli come due nazisti.
Proteste a macchia di leopardo – I numeri non sembrano da record, come invece successe con la marcia delle donne che nel 2017 portò nella capitale Usa circa mezzo milione di persone poco dopo il primo giuramento del tycoon. Finora negli Usa le contestazioni sono state isolate e di tono minore, ma la rabbia sta crescendo dopo i tagli indiscriminati alla spesa pubblica, la stretta su diritti e libertà, nonché i dazi che – secondo molti economisti – rischiano di aumentare il costo della vita. Mosse che questa settimana hanno fatto precipitare il consenso del presidente al 43%, la percentuale più bassa dal suo insediamento. Sul Mall sono arrivati migliaia di attivisti, scaricati da decine di bus provenienti da vari Stati americani. Presenti anche vari parlamentari Dem, che tengono mini comizi: Jamie Raskin, Maxwell Frost e Ilhan Omar.

«Questa si sta configurando come la più grande protesta di un solo giorno negli ultimi anni della storia americana», ha detto Ezra Levin, fondatore di Indivisible, uno dei gruppi che ha pianificato l’evento. Nel mirino l’agenda autoritaria del presidente, sostenuta da una oligarchia di miliardari. «Questa», ha aggiunto, «è una manifestazione enorme che sta inviando un messaggio molto chiaro a Trump, Musk, ai repubblicani al Congresso e a tutti gli alleati del movimento Maga: non vogliamo che mettano le mani sulla nostra democrazia, sulle nostre comunità, sulle nostre scuole, sui nostri amici e sui nostri vicini».
Le testimonianze dal Mall – Questa è una «mobilitazione nazionale per fermare la presa di potere più sfacciata della storia moderna», hanno spiegato gli organizzatori. «Trump, Musk e i loro compari miliardari stanno orchestrando un assalto totale al nostro governo, alla nostra economia e ai nostri diritti fondamentali, agevolati dal Congresso a ogni passo del percorso. Vogliono fare a pezzi l’America, chiudendo gli uffici della previdenza sociale, licenziando i lavoratori essenziali, eliminando le tutele dei consumatori e sventrando Medicaid, tutto per finanziare la loro truffa fiscale miliardaria», hanno accusato, riferendosi ai maxi tagli delle tasse della prima presidenza Trump che ora il tycoon vuole prorogare.
«Stanno consegnando i soldi delle nostre tasse, i nostri servizi pubblici e la nostra democrazia agli ultra-ricchi. Se non combattiamo ora, non ci sarà più nulla da salvare», denuncia un manifestante sul Mall. All’iniziativa hanno aderito 150 gruppi, tra cui Human Rights Campaign, il più grande gruppo di sostegno alla comunità Lgbtq, Greenpeace, il Service Employees International Union, un sindacato che rappresenta due milioni di lavoratori. Nella capitale si sono tenuti anche un raduno pro-Ucraina e una marcia a favore della Palestina e della libertà di parola.
Domenica 06 aprile 2025
| Migliaia di persone partecipano alle proteste anti-Trump e Musk in tutto il Paese e in Europa |
| Piazze piene di persone negli Usa e in Europa per manifestare contro Trump e Musk. Molte le critiche alle azioni dell’attuale amministrazione e ai dazi |
Dagli Stati Uniti all’Europa, migliaia di persone arrabbiate hanno manifestato contro il presidente Usa Donald Trump e la sua amministrazione. È stata la più grande giornata di manifestazioni del movimento di opposizione Hands Off! (Giù le mani, ndr) che sta cercando di ritrovare il suo slancio dopo lo shock delle prime settimane di mandato del repubblicano.
Le manifestazioni si sono tenute in più di 1.200 località in tutti i 50 Stati da oltre 150 gruppi, tra cui organizzazioni per i diritti civili, sindacati, sostenitori Lgbtqi+, veterani e attivisti elettorali. I cortei sono stati pacifici e le autorità non hanno segnalato casi di violenza, scontri o arresti.
Dal National Mall della capitale Washington DC, a Midtown Manhattan, al Boston Common e a diverse capitali statali, migliaia di manifestanti hanno contestato le azioni di Trump e dell’uomo più ricco del mondo, Elon Musk.

I manifestanti hanno espresso le loro obiezioni alle politiche e agli approcci dell’attuale amministrazione, che comprendono il ridimensionamento del governo federale, l’economia, l’immigrazione e i diritti umani. Si sono riuniti per opporsi alle mosse dell’amministrazione di licenziare migliaia di dipendenti federali, chiudere gli uffici della Social Security Administration e chiudere di fatto intere agenzie governative, come l’Usaid.
Le critiche ai tagli del Doge di Musk – Musk ha svolto un ruolo fondamentale nell’agevolare tali azioni, in quanto è a capo del Dipartimento per l’efficienza del governo (Department of Government Efficiency – Doge), di recente creazione, che mira a tagliare le “spese governative non necessarie“. Il dipartimento prevede di tagliare circa duemila miliardi di dollari di spesa federale.
I manifestanti hanno tenuto cartelli e cartelloni con scritto “Trappola per il topo muschiato” e “Deportazione di Elon Musk“, in chiara opposizione alle sue politiche. Molti hanno anche criticato Musk, proprietario di Tesla, SpaceX, Starlink e X, per il suo ruolo nel governo, essendo un cittadino naturalizzato.

“Qui in America, signor Musk, la giustizia non è in vendita. E non mettiamo in palio posti di giudice della Corte Suprema per premi milionari. La smetta di cercare di comprare i nostri voti. La smetta di derubare il nostro governo. E smetta di rubare i nostri dati“, ha dichiarato il deputato Jamie Raskin, intervenendo alla manifestazione di Washington.
A Boston, i manifestanti hanno tenuto cartelli con scritto “giù le mani dalla nostra democrazia” e “giù le mani dalla nostra sicurezza sociale“. Il sindaco Michelle Wu ha partecipato alla protesta nella capitale del Massachusetts, dove ha denunciato le tattiche intimidatorie di Trump e gli attacchi alla diversità e all’uguaglianza.
“Mi rifiuto di accettare che possano crescere in un mondo in cui gli immigrati come le loro nonne e i loro nonni sono automaticamente considerati criminali”, ha detto Wu.
Centinaia di persone hanno manifestato anche a Palm Beach Gardens, in Florida, a pochi chilometri dal campo da golf di Trump a Jupiter, dove ha trascorso la mattinata al Senior Club Championship del club. Le persone si sono allineate su entrambi i lati della PGA Drive, incitando le auto a suonare il clacson e scandendo slogan contro Trump.
Interpellata sulle proteste, la Casa Bianca ha dichiarato in un comunicato che “la posizione del presidente Trump è chiara: proteggerà sempre la Sicurezza Sociale, Medicare e Medicaid per i beneficiari idonei“.
“Nel frattempo, la posizione dei Democratici è quella di dare benefici alla Social Security, a Medicaid e a Medicare agli stranieri illegali, il che porterà alla bancarotta questi programmi e schiaccerà gli anziani americani“, ha aggiunto la Casa Bianca.
Manifestazioni contro Trump anche in Europa – Le proteste hanno avuto luogo anche all’estero, dove centinaia di cittadini statunitensi e stranieri hanno protestato contro l’approccio di Trump alla politica estera.
Le manifestazioni si sono svolte a Londra, Berlino, Parigi, Madrid e Lisbona e hanno chiesto la “fine del caos”, riferendosi all’aggressiva politica tariffaria globale del presidente degli Stati Uniti che ha mandato in fibrillazione i mercati azionari di tutto il mondo, oltre a sostenere l’Ucraina, verso la quale Trump è stato critico.

“Anche le persone che hanno votato per lui non stanno ottenendo quello per cui hanno votato con le tariffe. Tutti hanno perso denaro. Le uova non costano meno. Non hanno una vita migliore. Quindi dovrebbero essere ancora più arrabbiati di chiunque altro“, ha detto Alyssa, un’americana che protestava a Londra.
Da quando il primo è tornato alla Casa Bianca, gli attivisti hanno organizzato numerose manifestazioni a livello nazionale e internazionale contro Trump e Musk.
I manifestanti affermano che continueranno a manifestare pacificamente la loro opposizione a un’amministrazione che, a loro dire, non rappresenta loro o gli interessi comuni dei cittadini statunitensi, nella speranza di esercitare pressioni sull’amministrazione affinché inverta la rotta.


