E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
Sabato 10 gennaio 2025
| A San Siro spuntano gli operai: rilievi per il nuovo stadio? |
| articolo di Massimiliano Melley: https://www.milanotoday.it/politica/rilievi-parco-capitani-san-siro.html |
| Presenza di operai per rilievi e carotaggi al Parco dei Capitani, l’area (comunale) scelta da Inter e Milan per edificare il nuovo stadio al posto del Meazza |
Carotaggi e rilievi al Parco dei Capitani, in zona San Siro, sono in corso nella giornata di venerdì 10 gennaio. E hanno colto di sorpresa gli abitanti di via Tesio, che hanno subito segnalato le operazioni a diversi consiglieri comunali milanesi. Si tratta dell’area nella quale, secondo le intenzioni di Inter e Milan, sorgerà il nuovo stadio dopo che i due club avranno acquistato l’area stessa e l’attuale stadio Meazza, per abbatterlo.
Poco prima di Natale, il sindaco Beppe Sala aveva spiegato che erano in corso dialoghi intensi tra i club e il Comune per discutere di varie problematiche: la mobilità, i parcheggi, ma anche “i vincoli e le condizioni del terreno“. Da quanto si apprende, Inter e Milan hanno chiesto a Palazzo Marino (che è tuttora proprietario del Parco dei Capitani) di effettuare indagini geognostiche, per analizzare il suolo in profondità, conoscerne la sua statigrafia e valutarne le caratteristiche geologiche e sismiche. E il Comune ha autorizzato l’operazione.
I rilievi sono eseguiti dalla società “Rete Italia“. Il committente non è chiaro, ma dovrebbe appunto essere il proprietario, quindi il Comune di Milano. “Ci interessa sapere chi ha disposto queste indagini e chi le sta pagando. Se le sta facendo il Comune, a che titolo e perché, dal momento che non è attivata alcuna procedura di cessione di quest’area, e soprattutto a quanto ammontano i costi sostenuti, perché dovranno essere ribaltati sull’eventuale futuro acquirente“, ha commentato Marco Bestetti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, da sempre contrario ad abbattere il Meazza.
“Le indagini sono evidentemente finalizzate alla costruzione di un’opera, il nuovo stadio, che nessun organo istituzionale comunale ha proposto né approvato né deliberato“, ha dichiarato Enrico Fedrighini, consigliere di maggioranza del gruppo misto: “Nessun cartello di avviso cantiere, nessuna esposizione di documenti autorizzativi“. E Carlo Monguzzi, consigliere di Europa Verde, ha sottolineato la bellezza del Parco dei Capitani, “che verrà tutto cementificato, alla faccia della protezione del verde e del no al consumo di suolo“.
Per Alessandro Giungi, consigliere del Pd, “se verrà confermato che il Comune ha dato mandato di eseguire i carotaggi senza informare la città e il consiglio comunale né predisporre la cartellonistica, sarebbe molto grave. E comunque è grave anche dal punto di vista politico: la vendita non può essere fatta senza una discussione che, per quello che mi riguarda, mi troverà sempre contrario“.
Le tappe su San Siro: 2025 anno cruciale – Secondo le intenzioni del sindaco e dei club, il 2025 dovrebbe essere l’anno cruciale per il futuro dello stadio di San Siro. Se il Meazza restasse in mano pubblica, infatti, a ottobre scatterebbe il vincolo della Sovrintendenza per “l’archivio esposto” dei trofei di Milan e Inter al secondo anello, e l’impianto non si potrebbe più abbattere. Dunque, per mettere in pratica il desiderio dei club del nuovo stadio (con abbattimento dell’attuale), è cruciale arrivare alla vendita prima di quella data. A febbraio o a marzo i club dovrebbero presentare al Comune di Milano il piano economico-finanziario, dopodiché si dovrebbe procedere alla trattativa per la vendita vera e propria.
Quanto vale lo stadio (e le aree) – Non dovrebbe più essere messo in discussione il valore dello stadio e delle aree, quantificato dall’Agenzia delle Entrate su incarico del Comune: circa 197 milioni di euro, di cui 73 per lo stadio e 124 per le aree. L’Agenzia delle Entrate in particolare ha valutato il Meazza partendo dal prezzo di costruzione di una ventina di stadi moderni: 2.270 euro per posto a sedere, moltiplicato poi per 76mila posti. Aggiunti anche vari costi indiretti e oneri, si arriva a 231 milioni a cui però togliere il deprezzamento dovuto all’età dell’impianto. Di qui il risultato: 73 milioni. Una cifra che è stata contestata sia perché il Meazza è “unico“, sia perché genera 25 milioni di ricavi all’anno (di cui 13 extra-calcistici) e dunque si ripagherebbe molto in fretta. Troppo in fretta, per alcuni.
Nel frattempo era stata depositata una proposta di delibera, presentata da Enrico Fedrighini e altri, per chiedere che sia indetto un bando pubblico per riqualificare lo stadio (senza abbatterlo e senza venderlo) sotto l’egida del Comune di Milano. Una delibera in netto contrasto con quella che è, ormai dichiaratamente, l’intenzione del sindaco; ma che, probabilmente, sarà comunque discussa a breve in una commissione comunale.

