E’ ben gradito un’applauso!!! Grazie
Martedì 24 dicembre 2024
| Licenziati la vigilia di Natale: il giornale gratuito Metro chiude per sempre |

| La Nme – New Media Enterprise ha comunicato l’interruzione della produzione dal 23 dicembre 2024 e dell’attività lavorativa giornalistica dal 31 dicembre 20 |
Natale amaro per i giornalisti e le giornaliste di Metro, il quotidiano freepress nato quasi 25 anni fa. Proprio oggi, la vigilia di Natale, la Nme – New Media Enterprise in liquidazione ha comunicato al comitato di redazione “l’interruzione della produzione dal 23 dicembre 2024 e dell’attività lavorativa giornalistica dal 31 dicembre 2024″. È quanto si legge in un comunicato del Comitato di redazione (Cdr) della testata, nel quale si sottolinea il “cinico tempismo” dell’annuncio dato proprio a ridosso delle festività natalizie.
Metro, il giornale gratuito distribuito nei dispenser alle fermate degli autobus e della metro, era in crisi da tempo. Aveva cambiato più volte proprietà, provato a ridurre le testate locali e il personale, ma nulla di tutto questo è riuscito a risollevarne le sorti. Così siamo arrivati ad assistere a questo “brutto finale“, come lo ha definito il Cdr.
Il comunicato del Cdr – “L’esperienza di Metro in questi quasi 25 anni è stata incredibilmente libera, senza vincoli né imposizioni che non fossero il rispetto delle lettrici e dei lettori che prendevano, a loro volta liberamente, le copie dai dispenser“, scrive il Cdr ripercorrendo la storia del quotidiano. Nell’ultimo periodo però “le giornaliste e i giornalisti di Metro hanno vissuto anni di crescente precarietà, hanno accettato responsabilmente ammortizzatori sociali sempre più pesanti senza far mai mancare il proprio impegno professionale per garantire la massima qualità possibile dell’informazione. Sino all’ultimo si sono fatti carico delle conseguenze dei tagli e della crisi. E ora, giusto alla vigilia di Natale, si ritrovano insieme alle loro famiglie a fare i conti con l’amara assenza di qualsiasi prospettiva lavorativa“. Proprio “un brutto finale“.

