POZZUOLI, 21 maggio 2024

Decine di scosse dalle 19.51 alle 23.00. Molta ansia e segnalazioni per crepe e caduta di cornicioni, ma nessun danno alle persone.
E’stata una notte in strada per tantissimi cittadini di Pozzuoli, che però fortunatamente non hanno percepito nessuna scossa di terremoto.
In tanti hanno trovato riparo a bordo di auto posteggiate lontane dagli edifici, oppure nelle due piccole tendopoli allestite dalla Protezione civile rapidamente nella zona del porto e in quella di lungomare Pertini.
Poco sonno comunque per tutti: c’è stato chi ha trascorso il tempo giocando a carte o chi è stato per l’intera notte con la radio accesa in attesa di avere notizie.
All’alba, e a causa di un repentino abbassamento della temperatura, in tanti sfidando la paura hanno deciso di far rientro a casa. Non sono mancati momenti di tensione anche durante la notte: c’è chi ha lamentato l’assenza di bagni chimici, arrivati a Pozzuoli stamattina.
E il giorno dopo la notte di paura tra i cittadini di Pozzuoli c’è rassegnazione ma c’è soprattutto rabbia. Al risveglio sono in tanti a camminare lungo le strade con un cuscino sotto braccio. Molti, la maggior parte, hanno preferito allontanarsi o dormire in macchina. In pochi hanno dormito nelle tende allestite nelle aree di accoglienza. C’è una cosa, raccontano i cittadini, che ha creato più paura di tutto, finanche della scossa: il panico della gente.
“Tutti si sono messi in auto, si sono create file incredibili, la gente ha iniziato a litigare per passare – racconta un cittadino – e tutto questo è un fattore ad altissimo rischio“. La rabbia, stamattina, è determinata soprattutto dal fatto che la gente, “da troppo tempo,” si sente poco informata. “Ma lei le ha viste alcune vie di fuga? – raccontano –sono dei cantieri. Come è possibile che in una zona come questa i lavori non avvengono in tempi ristrettissimi? Come è possibile che le vie di fuga siano bloccate da lavoro in corso. Se fosse successo di mattina, se fosse successo con le scuole aperte, il caos avrebbe raggiunto livelli inenarrabili e allora sì che si sarebbe rischiato il morto, per il panico, per la reazione della gente, prima ancora che per il terremoto“.
Pian piano i negozi, stamattina, stanno aprendo, per assicurare anche oggi una giornata di normalità. Si contano i danni, marmi che si sono staccati dalle mura, fessure nelle case. “Casa mia ha resistito al terremoto dell’80 e anche a quelli successivi ma stanotte si sono create delle crepe incredibili -racconta il titolare di un negozio di fiori- sì abbiamo dormito in macchina ma poi ci siamo cambiati e abbiamo aperto il nostro negozio. Qui dobbiamo continuare a lavorare. Qui abbiamo bisogno di vivere“.
In mattinata intanto la circolazione ferroviaria è tornata regolare, dopo le verifiche tecniche effettuate sulle linee interessate dall’evento sismico.
Nell’ambito delle attività espletate dal Centro di coordinamento soccorsi insediato nella serata di ieri presso la Prefettura di Napoli dal prefetto Michele di Bari, è stato disposto, su richiesta della Protezione civile della Regione Campania, l’invio di 400 brandine nella disponibilità del CAPI del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, con sede a Capua, presso i comuni di Bacoli e Pozzuoli. Si sottolinea che “la misura ha carattere essenzialmente cautelare, per fare in modo che le brandine siano subito a disposizione della popolazione locale in caso di necessità“.
Inoltre a Pozzuoli è stata sgomberata nella notte un’altra famiglia. Sono quindi attualmente 36 i nuclei familiari sgomberati.
Circa 150 scosse – Dalle 19:51 di ieri lo sciame sismico in corso nell’area dei Campi Flegrei ha fatto registrare, fino alle ore 00:31 di oggi, circa 150 terremoti, il più forte dei quali di magnitudo 4.4, all’interno della Solfatara.
Lo evidenzia l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) aggiungendo che non si registrano allo stato attuale un aumento della velocità di sollevamento, che attualmente è di 2 cm/mese, né variazioni di andamento nelle deformazioni orizzontali o deformazioni locali del suolo diverse rispetto all’andamento precedente.
L’Ingv quindi ricorda che durante la crisi bradisismica del 1982-84 il sollevamento del suolo raggiunse i 9 cm al mese, e si superarono anche 1300 eventi sismici al mese. Attualmente, invece, nell’ultimo mese sono stati registrati circa 450 eventi.
Inoltre, i parametri geochimici “non mostrano variazioni significative rispetto agli andamenti degli ultimi mesi, se non il ben noto incremento di temperatura e pressione che caratterizza il sistema idrotermale“.
“La sismicità – aggiunge l’Ingv – non è un fenomeno prevedibile, pertanto non può essere escluso che si possano verificare altri eventi sismici, anche di energia analoga con quanto già registrato durante lo sciame in corso“.
Il monitoraggio – L’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv continua le attività di monitoraggio ordinarie e straordinarie al fine di “individuare anche le più piccole variazioni nei parametri di monitoraggio utili per definire al meglio l’attuale fenomeno in corso“.
Inoltre, le strutture dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia dedicate al monitoraggio dell’area della caldera dei Campi Flegrei “sono sempre operative h24 e oggi saranno effettuate misure e campionamenti in alcuni siti della caldera“.
L’Ingv, con la sua sezione di Napoli Osservatorio Vesuviano, “è costantemente in collegamento con la Protezione Civile nazionale, regionale e con i Comuni interessati, oltre che con tutte le Autorità competenti alla tutela del territorio“.

