Martedì il verdetto del Consiglio di Stato: a due mesi dalla promozione la squadra non è ancora scesa in campo dopo le prime due giornate. Cristian Di Nunno, figlio del patron: «In teoria le cose dovrebbero essere definite
La serie B di calcio è iniziata da dieci giorni con due giornate già disputate, ma il neopromosso Lecco è ancora fermo. Sospeso in attesa dell’ultimo verdetto dei tribunali: a oltre due mesi dalla promozione, si aspetta l’ultimo (eventuale) via libera da parte del Consiglio di Stato che dovrebbe arrivare domani. Culmine inappellabile di uno sfiancante iter giuridico coi blucelesti prima ammessi in B dalla Figc (il 30 giugno), poi esclusi dall’Alta Corte di Giustizia del Coni (il 17 luglio), quindi ri-ammessi dal Tar del Lazio (il 3 agosto).
Ormai noto l’oggetto della querelle: la consegna in ritardo della documentazione per lo stadio «sostitutivo» (l’Euganeo di Padova), dal momento che il Rigamonti–Ceppi di Lecco è in ristrutturazione per adeguarsi agli standard della serie B. Oltre quel termine «inderogabile» del 20 giugno, soltanto due giorni dopo la promozione nello spareggio col Foggia, che rimaneva tale per regolamenti sportivi e Coni, ma con l’appoggio della stessa Figc e una sentenza solidamente argomentata sulla base della sovraordinata legge ordinaria, veniva sconfessato dal Tar. E prima che le pretendenti al posto del Lecco (Perugia e Foggia) facessero ricorso al Consiglio di Stato.
Nel frattempo, la squadra per appunto non gioca. Nonostante, dopo il ritiro in Valle D’Aosta, lo stadio cittadino sia stato dotato in tempi-record per la messa a norma: illuminazione a led, tornelli, sky-box per le tv, nuova tribuna stampa. Ma non c’è altra soluzione che aspettare mentre gli altri giocano: «Ed è molto complicato — spiega il presidente Cristian Di Nunno, figlio del patron Paolo —. Intanto per il mercato: siamo rimasti fermi un mese per le varie sentenze. E questo agosto è stato difficile recuperare il tempo perso. Ma poi è stato duro vedere le altre giocare, sapendo che noi dovremo recuperare almeno tre oppure quattro gare. È tosta, ma in ogni modo noi sul campo diremo la nostra. Come sempre. Per quanto riguarda l’ultima sentenza, abbiamo soltanto un po’ di ansia. Perché in teoria le cose dovrebbero essere definite, però, certo, dobbiamo aspettare. Ma siamo pronti a partire: la nostra ambizione per questo primo anno è quella di salvarci».
Parola adesso all’allenatore della promozione, il mister Luciano Foschi: «Non giocare ci ha tolto tutto quanto l’entusiasmo arrivato dopo la salita in serie B… Del resto siamo ancora nel limbo: non abbiamo certezze su quando finalmente scenderemo in campo, e dove, contro quale avversario… Questa incertezza crea disagi di preparazione. Ci vorrà tanta pazienza all’inizio e faremo di tutto per farci trovare pronti. Sì, tutta questa situazione ci ha danneggiati. Sappiamo anche il campionato che ci aspetta sarà davvero duro e oltretutto nemmeno noi, da esordienti, sappiamo quanto valiamo. Il timore per la sentenza poi c’è sempre, perché esiste, se pur piccola, la possibilità che sia sfavorevole. Come in tutte le cose della vita. Ma io dico che siamo in B dal 18 giugno. Poi ci sono state le carte, i tribunali e chi cerca di fare il furbo riparando ai propri errori sul campo. Il Lecco, invece, di errori gravi non ne ha fatti. Abbiamo vinto un campionato e siamo qui ad attendere una sentenza».
Più pragmatici i tifosi. Marco Valsecchi è il presidente del Lecco Club Shamrock: «Il fatto di non giocare da un lato intristisce, ma dall’altro consente di recuperare tutto il tempo perso a causa delle varie sentenze… Chiaro, ci manca il rito dello stadio per sostenere la nostra squadra in campo, ma l’importante è essere in serie B, cosa che dovrebbe essere confermata dal Consiglio di stato. L’entusiasmo? Fra noi tifosi è ancora altissimo, ci mancherebbe. Tanti mi chiedono come abbonarsi e sono certo che, a B acquisita definitivamente, supereremo il numero di abbonati dei cugini del Como».
Solo col definitivo via libera dal Consiglio di Stato, i blucelesti, probabilmente, saranno in campo domenica. Secondo il calendario, appuntamento alle 18.30 sul prato dello stadio Euganeo di Padova. Avversario, il Catanzaro.

