
Nuovo capitolo della rottura tra il difensore e il club bianconero: la società presenta la lista dei numeri di maglia ma la 19 di Bonucci non compare
C’è un nuovo capitolo nel quasi lungo addio tra la Juventus e Leonardo Bonucci. I bianconeri hanno presentato in Lega serie A la lista con i numeri di maglia e il difensore non c’è. Già, proprio così. La sua storica 19 non è assegnata, non compare. Un passaggio che dà ufficialità alla linea della società per cui Bonucci non fa parte dei piani bianconeri e del progetto di Massimiliano Allegri, che oggi debutta in campionato in casa dell’Udinese. Certo, la 19 non è stata neppure assegnata a qualcun altro e quello forse sarebbe stato davvero un modo (troppo drastico) per girare pagina senza ritorno con Bonucci. Difensore da 502 presenze in bianconero e fascia da capitano al braccio nel momento in cui il club quest’estate ha deciso di metterlo fuori rosa, invitato a cercarsi un’altra sistemazione all’alba del suo ultimo anno di contratto in bianconero.
Qualche giorno fa, il 16 agosto, l’Associazione italiana calciatori attraverso il suo presidente Umberto Calcagno ha preso posizione su questa delicata questione: «La situazione che sta vivendo Leonardo Bonucci è paradossale: è oggettivamente fuori rosa, subisce condotte illegittime e vietate dall’accordo collettivo, viene calpestata la sua dignità. La Juve lo deve reintegrare subito, sta subendo danni professionali gravi», ha detto. E ancora: «Scendiamo in campo con il capitano della Nazionale, al quale questa vicenda sta precludendo opportunità importanti, compresa la maglia azzurra. Bonucci è la punta dell’iceberg di numerose situazioni. Poi c’è chi, come lui, ha le spalle larghe e va avanti a petto in fuori, e chi invece subisce». Da parte sua, il difensore l’11 agosto ha mandato, via posta elettronica certificata (pec), una diffida ai suoi chiedendo il reintegro in rosa. La Juventus sostiene, invece, che le norme vengono applicate. Ma anche su questo l’Aic era stata chiara: «Non è vero non è possibile sostenere che far allenare costantemente alcuni calciatori a parte e in orari diversi dal gruppo squadra non costituisca una chiara violazione dell’accordo collettivo. Le differenze che possono esistere all’interno degli allenamenti devono essere temporaneamente dettate da esigenze tecnico-sportive. Un calciatore dovrebbe essere pronto a cambiare squadra se non rientra nel progetto sportivo: dunque si deve allenare come tutti gli altri. Ma se lo fa da solo, o con un ristretto numero di compagni, senza poter fare una seduta completa, ditemi voi se sarà pronto a entrare in campo qualora trasferito in un altro club». Insomma, il rapporto tra Juventus e Bonucci resta rovente.

