Lecco riammesso in Serie B, il TAR: «Termine andava spostato dopo slittamento playoff»
articolo: Lecco riammesso in Serie B: le motivazioni del TAR (calcioefinanza.it)
I blucelesti hanno visto così ribaltare il giudizio del Collegio di Garanzia del CONI, ma devono ancora attendere l’esito del ricorso presentato dal Perugia al Consiglio di Stato.
Nella giornata di giovedì scorso il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del Lecco, mentre ha respinto quella della Reggina, con le due società che chiedevano la stessa cosa: la riammissione per disputare il prossimo campionato di Serie B, con l’inizio in programma venerdì 18 agosto.
«Il fatto che i playoff per l’ammissione alla Serie B 2023-2024 siano stati completati il 18 giugno, due giorni prima della data stabilita, il 20/6, per l’indicazione della disponibilità di uno stadio adeguato per ospitare le gare del campionato cadetto, avrebbe necessitato di un nuovo tempestivo intervento regolativo della FIGC, che però è mancato» si legge nelle motivazioni del Tar del Lazio che ha ribaltato così la decisione di estromettere la società bluceleste da parte del Collegio di Garanzia del CONI.
Ottenuta la promozione tramite playoff il 18 giugno, il Lecco aveva fatto domanda di rilascio della Licenza Nazionale, trovandosi a disposizione solamente due giorni di tempo, anziché i nove previsti prima del rinvio dei playoff, per avere disponibile un impianto rispondente ai criteri infrastrutturali richiesti. «La società ha ottenuto – si legge nel dispositivo del Tar -, con riguardo allo stadio ‘Euganeo’ di Padova, una parte degli atti e documenti occorrenti di competenza delle autorità locali; la restante documentazione è stata invece ottenuta tra il 21 e il 23 giugno, ma qualche giorno dopo la Licenza nazionale è stata concessa, inducendo il Perugia a sollevare un contenzioso».
Il Tar, ritenendo “doverosa” in linea di principio individuare esattamente quali fossero i comportamenti in capo del Lecco entro la scadenza dei termini del 15 giugno e del 20 giugno individuati dal Manuale delle Licenze, ha ritenuto che «risulta evidente, alla stregua di una interpretazione non formalistica e di buona fede – ossia ragionevole – che i termini del 15 e del 20 giugno siano stati fissati dalla FIGC sul presupposto della conclusione dei play off in data 11 giugno».
Il venir meno di questo termine è stato ritenuto “evento” che «rende semplicemente inapplicabile il termine del 15 giugno 2023 alla società che abbia concluso vittoriosamente i play off successivamente allo spirare del medesimo. Questa inapplicabilità dei termini originariamente fissati avrebbe auspicabilmente richiesto un nuovo tempestivo intervento regolativo della FIGC, che però è mancato». Con una ulteriore sentenza, il TAR ha accolto anche un ricorso proposto dalla FIGC sullo stesso argomento.
Reggina, le motivazioni del TAR: «I debiti potevano essere pagati prima del 20 giugno»
articolo: Reggina, le motivazioni del TAR per il ricorso respinto (calcioefinanza.it)
I calabresi avevano concordato con il Tribunale Fallimentare di Reggio Calabria che l’intero importo poteva essere saldato entro il 12 luglio 2023, ben oltre il 20 giugno, data limite da regolamento FIGC per le domande di ammissione a tutti i campionati.
Motivazioni TAR Reggina – Giovedì scorso la Reggina si è vista respingere l’ennesimo ricorso, questa volta dal Tar del Lazio, contro la decisione del Collegio di Garanzia del CONI dello scorso 20 luglio che ha estromesso i calabresi dalla prossima Serie B, che è in programma di iniziare venerdì 18 agosto.
Nella giornata di oggi, invece, sono uscite le motivazione della sentenza del Tar che ha confermato la decisione di non ammettere i calabresi al campionato cadetto 2023/24. «Il presupposto (non contestato) per l’iscrizione al campionato era l’adempimento degli obblighi previsti nel C.U. n. 169/A entro il termine perentorio valido per tutti gli aspiranti alla partecipazione al campionato, vale a dire il 20 giugno 2023, adempimento possibile ma non eseguito dalla ricorrente, con conseguente irrilevanza della diversa tempistica prevista per i pagamenti dalla sentenza del Tribunale Fallimentare».
I giudici amministrativi hanno ritenuto che nel caso specifico «non si pone alcun conflitto, tra le decisioni del Tribunale fallimentare di Reggio Calabria, che ha assegnato alla ricorrente il termine di giorni 30 (con scadenza 12 luglio 2023) per il pagamento delle somme ammesse ad omologa e la decisione della Covisoc di (continuare a) fare riferimento al termine perentorio del 20 giugno 2023 previsto dal C.U. n. 169/A, per la dimostrazione della sussistenza dei requisiti previsti per la partecipazione al campionato di serie B, stagione 2023/2024.
Tale ultima decisione, infatti, costituisce piana esecuzione delle ‘regole del gioco’, fissate dalla Federazione in data 19 aprile 2023 con il CU n. 66/A, ben prima dell’inizio della competizione sportiva, al fine di poter partecipare a quella competizione».
In sostanza, «ammessa alla procedura di omologazione in data 12 giugno 2023, la ricorrente avrebbe potuto, come pure è stato chiarito, adempiere al pagamento dei debiti tributari e contributivi entro il termine del 20 giugno 2023, ma non vi ha provveduto fino al 5 luglio 2023, senza fornire adeguate e provate giustificazioni al riguardo, fatta eccezione per il generico riferimento a ‘elementari esigenze organizzative’, che non dimostrano l’esistenza di un impedimento effettivo. Non può, in altri termini, la società ricorrente dapprima adeguarsi alle norme dettate dalla Federazione per la partecipazione al campionato e solo dopo averle disattese pretendere di contestarle, appellandosi alle decisioni del Tribunale fallimentare, che ben le avrebbero consentito, peraltro, di rispettare la scadenza imposta dalla Federazione a tutti gli aspiranti alla medesima competizione sportiva».
Il Tar, invece, ha accolto il ricorso del Lecco che è stato nuovamente ammesso alla prossima Serie B. Reggina e Perugia, società che verrebbe ripescata in caso di estromissione dei lombardi, hanno già preannunciato ricorso al Consiglio di Stato, l’ultimo grado possibile per questi casi, che è chiamato a pronunciarsi entro e non oltre il 29 agosto. Data che potrebbe essere anticipata per la volontà della FIGC di non far slittare l’inizio del campionato che, come detto, è in programma venerdì 18 agosto con l’anticipo della prima giornata.

